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MILANO VESTITA DI PIOGGIA

In un giorno di pioggia Milano si colora con le diverse tonalità di grigio. Una città che appare all’improvviso come cosparsa di cenere con il cielo carico di nubi dai toni drammatici. Sembra quasi di vivere in un film dark ed essere l’eroe di una BD. Quando Milano si veste di pioggia tutto si trasforma, l’immaginazione si accende ed è un momento in cui amo camminare per le sue strade. Oggi, seguendo il suono delle gocce, sono arrivata a Porta Nuova, una delle zone della città dove lo sviluppo urbano è stato più accentuato. Un’insieme organico e ben progettato di diversi elementi architettonici ben inseriti nel contesto dei quartieri esistenti che ha contribuito a connettere. Forme e materiali che danno ritmo e nuova vita alla città. Passeggio immersa nei miei pensieri e i piedi si muovono leggeri al ritmo della musica nelle mie cuffie accompagnato da quello dell’acqua in contatto con il mio corpo.

ARCHITETTURA

Arrivo sotto la torre Diamante, progettata da Lee Polisano come l’intero masterplan, che con i suoi tagli inclinati riflette la luce e i colori del cielo mostrando allo stesso tempo l’operosità all’interno degli uffici. Attraverso il Samsung District con lo sguardo rivolto verso gli edifici di fronte a me. Salgo lentamente la scalinata che si dirige verso le torri con uno sguardo alle luci delle abitazioni e alla vita nascosta dietro ai vetri. Quando arrivo esattamente al centro alzo gli occhi verso l’alto dove i grattacieli scuri si stagliano e svettano nel grigio. Tutti quei balconi bianchi danno un ritmo al cielo come se fossero dei gradoni per accedere alle nuvole. Il mio sguardo si muove tra le punte delle torri che lì convergono, Solaria, che con i suoi 37 piani è la più alta d’Italia, Solea e Aria e mi ritrovo proiettata nell’atmosfera di Blade Runner.

SOSPESA

Pochi passanti e qualche ombrello colorato punteggiano quest’aria carica di pioggia e mistero. Attraverso la passerella sopra via Melchiorre Gioia, mi fermo e respiro l’aria elettrica osservando le macchine sfrecciare sotto di me. Le vite degli altri scorrono veloci, arrivando a sfiorarmi, ma la pioggia mi isola e protegge con il suo silenzio.

 

BAM BIBLIOTECA DEGLI ALBERI

Il vento mi accarezza il viso e, ora, cammino più veloce nelle strade del parco (progettato dallo studio Inside Outside), che porta il nome di BAM  (Biblioteca degli alberi) e che è diventato uno spazio amato e vissuto, oltre che un nuovo centro cittadino. Lo attraverso da una punta all’altra godendomi ogni sensazione. Accanto allo specchio d’acqua  guardo il riflettersi dei grattacieli. È davvero un mondo parallelo, upside down, dove tutto è possibile e tutto può diventare reale. Non c’è quasi nessuno ora, sono scappati via tutti per paura del temporale che ci avvolge. Solo poche anime sono rimaste con me, anche loro innamorate di questi attimi di leggerezza sospesa, in equilibrio su una goccia di pioggia. I grattacieli visti dal parco riflettono le nubi e il suono della mia musica è accompagnato dal frusciare delle foglie quando passo sotto ai salici dell’area giochi dove il rosso del pavimento bagnato risplende. Il parco, così variegato e curato in ogni particolare, riserva diverse sorprese, dalle scritte sui percorsi che raccontano poesie, alle panchine a sdraio per leggere un libro, dai paletti rossi della zona sportiva alle zone di sosta con pergolati di fianco alla Fondazione Catella.

BOSCO VERTICALE

Camminando mi ritrovo sotto il Bosco verticale, il grattacielo progettato da Stefano Boeri divenuto un’icona milanese. Osservo come la natura dalla terra si innalza verso il cielo, così come l’animo umano si eleva sempre cercando l’infinito. I miei occhi si muovono dall’alto verso il basso dove proseguo nel parco tra labirinti di verde e panchine curve di legno dove i diversi materiali sono ammantati da un velo di pioggia.

MILANO, LA CITTA’ CHE SALE

Osservo la sede di Coima, progettata da Mario Cucinella, che si inserisce con leggerezza nel contesto con quelle “ali” fatte di legno. Attraggono lo sguardo e ancora una volta lo proiettano verso l’alto oltre che aprirsi in un abbraccio alla città. A fianco appaiono le curve lignee del Pavilion, progettato da Michele De Lucchi e recentemente acquisito da IBM, che diventerà il nuovo hub dell’innovazione e della Milano Hi Tech.
Sulla sinistra, invece, si ergono imponenti le gru dell’ultimo cantiere destinato alla costruzione della torre UnipolSai, progettata da Mario Cucinella, che andrà a completare nel 2021 il progetto del masterplan. Un richiamo ad una città come Milano, in continua evoluzione che cresce e si sviluppa sempre guardando verso l’alto.

PIAZZA GAE AULENTI

Arrivo finalmente in piazza Gae Aulenti, luogo iconico e centro direzionale dove tra fontane e un’immensa panchina circolare svetta imponente e sorprendente la torre Unicredit. Un rider sfreccia veloce accanto a me diretto verso la stazione Garibaldi, così come i passi affrettati di chi esce dagli uffici per dirigersi verso la propria vita. Il grigio si riflette e scintilla sui vetri degli edifici. La piazza risplende di riflessi e luci colorate. L’acqua delle fontane si confonde magicamente con l’acqua della pioggia. Ora più che mai sono proiettata nel mood Blade Runner.

MOOD

Il mio respiro entra in osmosi con lo spazio e la pioggia crea e dà vita alla sua eterna e benefica sorpresa. Entro in un mondo parallelo di sogno e silenzio dove posso fare ordine miei pensieri e dove l’anima si placa e trova la sua casa. Alzo ancora una volta il viso al cielo guardando la punta della torre che sembra bucare le nuvole. Questa vista ipnotica mi trasporta in un viaggio tra curve e riflessi dark. La pioggia, ora, scorre su di me e dentro di me immergendomi nel suo ritmo. Faccio partire la canzone perfetta per accompagnarla, “Lovely” di Billie Eilish, e mi lascio avvolgere da tutte queste sensazioni. Chiudo gli occhi e sono esattamente dove vorrei essere e chi vorrei essere.

Sorrido!

Ci rivedremo, lo so, in un altro giorno di pioggia.

 

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