I

Il parkour è una disciplina metropolitana nata in Francia agli inizi degli anni ‘90. Consiste nell’eseguire un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo con la maggior efficienza di movimento possibile, adattando il proprio corpo all’ambiente circostante, naturale o urbano, attraverso volteggi, salti, equilibrio, scalate, arrampicate. I primi termini utilizzati per descrivere questa forma di allenamento furono «arte dello spostamento» (art du déplacement) e «percorso» (parcours). Il termine parkour, coniato nel 1998 deriva invece da parcours du combattant (percorso del combattente), ovvero il percorso di guerra utilizzato nell’addestramento militare. Alla parola parcours, si sostituì la «c» con la «k», per suggerire aggressività.
I praticanti del parkour sono chiamati tracciatori (traceurs), o tracciatrici (traceuses) al femminile.

Parkour a Milano

Rampe e muretti che da elementi insignificanti diventano teatro dei tracciatori. A Milano si incontrano in diversi luoghi: Largo Nuvolari, alla stazione della metropolitana di Romolo. E’ lo spot, come vengono chiamati i luoghi adatti al parkour dagli appassionati, più famoso di Milano. L’esterno della stazione e il parchetto sono considerati adatti sia da chi ha iniziato da poco che dai più esperti. Seguono piazza Sant’Ambrogio, dove muretti e arredi urbani ne fanno un luogo adatto agli allenamenti, e la stazione di Porta Garibaldi, (nelle foto) in particolare nella zona di via Pepe angolo via Farini dove non mancano sbarre, rampe di biciclette in serie e muretti.

La geografia del parkour milanese prosegue con la zona del polo universitario di Bicocca, in piazza della Scienza. Sempre sulla linea rossa della metropolitana, è stato individuato dagli amanti della disciplina anche largo Paolo Valera e via Adolfo Omodeo nella zona di Bonola.

La geografia milanese del parkour non comprende solo scenari urbani, ma anche parchi, come il Parco Vittorio Formentano, il Parco del Monte Stella, il Parco della Martesana (vicino alla fermata della metropolitana di Turro). Soprattutto l’anfiteatro del parco viene “tracciato” per allenamenti alle prese con tubi, muretti e scalinate.

Non sono presenti commenti