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Il fascino dei cantieri.

Visita alla torre, in costruzione, progettata dall’architetto Daniel Libeskind denominata il Curvo. L’ultima, delle tre in progetto nell’area di City Life, che sarà completata a metà 2020, dopo la torre Isozaki (il Dritto) nel 2015 e la torre Hadid (lo Storto) nel 2018.

Passeggiando a City Life lo sguardo vola subito in direzione alle tre torri, diventate, con Porta Nuova, le protagoniste dello skyline milanese. Da qualsiasi parte si arrivi e da qualsiasi quartiere della città si guardi le torri sbucano tra gli edifici mettendo in relazione storia e futuro. Arrivando, poi, al centro di piazza Tre Torri ci si ritrova immediatamente con lo sguardo proiettato verso il cielo con un sorriso di stupore. La città che sale, la città che vive e cresce.  Riflessi, luci, contrasti che ogni giorno e ogni ora regalano sorprese sempre diverse. La vita degli uffici come quella dello shopping, la vita delle residenze come quella di chi semplicemente frequenta gli spazi pubblici e le aree verdi, che prendono i colori delle diverse stagioni e invitano a rilassarsi.

Cantiere CMB della Torre Libeskind

Entrare in cantiere è sempre un’esperienza molto particolare, soprattutto in edifici così iconici per la città come questa torre. Colpisce l’imponenza e la fisicità della struttura “nuda”. Vedere l’ossatura e lo svilupparsi di una costruzione possiede un fascino intrinseco al valore dell’evoluzione, del cambiamento e della crescita. Dalla fase di progetto iniziale si passa, infatti, alla fase reale dove l’idea assume piano piano la sua forma. Nella storia fin dai tempi delle piramidi o di qualsiasi costruzione umana c’è lo stupore e la meraviglia di vedere come l’ingegno e la creatività possano sviluppare e far nascere luoghi che ospitano poi la vita di tutti noi. Città, abitazioni, simboli. La storia dell’umanità è fatta di costruzioni e continuo cambiamento.

A maggio sono entrata nel cantiere della torre progettata da Daniel Libeskind a City Life, di proprietà PwC, che ha un’altezza di 175 metri. Una visita ai vari piani dove si stavano montando le vetrate e soprattutto all’ultimo, il 28°, dove sorgerà la ‘corona’, un volume vetrato le cui linee andranno a completare l’andamento curvo che sta alla base dell’idea di progetto. Oltre all’imponenza dei pilastri e delle strutture di cemento colpiscono, naturalmente, le gru che si elevano verso il cielo, e si ancorano all’edificio.

Il respiro di uno sguardo.

La vista panoramica su Milano dall’ultimo piano della torre Libeskind. La bellezza di abbracciare con un unico sguardo tutta la città. Da Porta Nuova allo stadio di San Siro e soprattutto poter vedere da così vicino le altre torri di City Life.

Milano è una città che offre pochissimi dislivelli e proprio per questo poterla ammirare dall’alto assume un fascino tutto particolare. Spero che in futuro, nei prossimi grattacieli che verranno costruiti, saranno previste terrazze panoramiche disponibili ed aperte al pubblico così da permettere a tutti il piacere di godere di uno sguardo sul panorama milanese.

 

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